Jules est allemand, Jim est Français. Tous deux sont des amis inséparables. Un jour ils découvrent la photo d'une statue de femme. Ils partent en Grèce retrouver cette blanche statue dont le sourire les éblouit. De retour à Paris ils rencontrent une jeune femme, Catherine. Elle a le même sourire. Jules l'épouse. La guerre sépare Jules et Jim...
Ho fame.
360° di fame.
Prendere e andare.
Invece il culo
s'è addormentato e l'osso sacro è indolenzito.
Domani si fa oggi e poi ieri senza che me ne accorga ed è già venerdì, ed è già l'anno prossimo ed è già quasi finita e io neppure ho incominciato.
spiato *loading* volte
Spruzzo nebbia sulla neve. Così da confondere i limiti, così da non percepire la profondità.
Che mi manchi e ho voglia di te, ora.
Di come, a un certo punto della mia esistenza, mi sia privata di me. Ero determinata nell’inseguire, finalmente, le mie inclinazioni. Avevo scelto, per la prima volta, da sola. Non una volta. Avevo preso la mia strada e camminavo piano, facendo attenzione ai passi. E guardavo il paesaggio intorno a me e salivo il pendio che pareva più bello che faticoso.
Poi quella buca.
Profonda, scura, un fossato che mi separa da quello che ero, da quello che vorrei tornare ad essere.
Quella buca mi ha portato in questa realtà parallela in cui sono solo la roccia senza forma. In cui sono solo potenzialità inespressa. Mi sono rinchiusa in questo stato, incapace di mutarlo. Come se cadendo in quella buca avessi perso ogni stima di me, ogni aspirazione, ogni forza. Così rotolo giù per il pendio, come sasso calciato.
Ero bella, sono pietra.
Non esistono uomini perfetti, solo uomini bravi a mentire. (e nemmeno poi tanto, evidentemente)
Che il bello, il più bello dei belli tra noi è star lì nudi. Vestito quasi non ti riconosco. E se ti penso sei nudo. Il corpo che conosco meglio, meglio del mio.
E' star lì nudi senza pudore, senza timore, senza vergogna.
E il mio corpo è bellissimo nel riflesso dei tuoi occhi. Così la mia anima. Nessun difetto, nessun angolo buio, niente da celare ai tuoi occhi o alla tua mente.
Stare qui, nudi, è bellissimo. Tu sei perfetto, nei tuoi angoli bui, tutti. E ti amo così nudo. Belle le tue mutande bianche ma ti preferisco senza, sempre, comunque.
Non farlo più, ti prego.
"...è come quando tu dici "il rumore del vento". in realtà non è il vento a fare rumore, ma sono tutte le cose che ne vengono colpite a suonare.
alberi, case, tutto. e quando cade il vento torna tutto in silenzio. ci sono persone che quando soffiano dentro, fanno suonare tutto."
G.C.
MMDM.
MPUS.
145. Noi conosciamo la Verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore. In quest'ultimo modo conosciamo i princípi primi; e invano il ragionamento, che non vi ha parte, cerca d'impugnare la certezza. I pirroniani, che non mirano ad altro, vi si adoperano inutilmente. Noi, pur essendo incapaci di darne giustificazione razionale, sappiamo di non sognare; e quell'incapacità serve solo a dimostrare la debolezza della nostra ragione, e non come essi pretendono, l'incertezza di tutte le nostre conoscenze. Infatti, la cognizione dei primi princípi - come l'esistenza dello spazio, del tempo, del movimento, dei numeri -, è altrettanto salda di qualsiasi di quelle procurateci dal ragionamento. E su queste conoscenze del cuore e dell'istinto deve appoggiarsi la ragione, e fondarvi tutta la sua attività discorsiva. (Il cuore sente che lo spazio ha tre dimensioni e che i numeri sono infiniti; e la ragione poi dimostra che non ci sono due numeri quadrati l'uno dei quali sia doppio dell'altro. I princípi si sentono, le proposizioni si dimostrano, e il tutto con certezza, sebbene per differenti vie). Ed è altrettanto inutile e ridicolo che la ragione domandi al cuore prove dei suoi primi princípi, per darvi il proprio consenso, quanto sarebbe ridicolo che il cuore chiedesse alla ragione un sentimento di tutte le proposizioni che essa dimostra, per indursi ad accettarle.
Questa impotenza deve, dunque, servire solamente a umiliare la ragione, che vorrebbe tutto giudicare, e non a impugnare la nostra certezza, come se solo la ragione fosse capace d'istruirci. Piacesse a Dio, che, all'opposto, non ne avessimo mai bisogno e conoscessimo ogni cosa per istinto e per sentimento! Ma la natura ci ha ricusato un tal dono; essa, per contro, ci ha dato solo pochissime cognizioni di questa specie; tutte le altre si possono acquistare solo per mezzo del ragionamento.
Ecco perché coloro ai quali Dio ha dato la religione per sentimento del cuore sono ben fortunati e ben legittimamente persuasi. Ma a coloro che non l'hanno, noi possiamo darla solo per mezzo del ragionamento, in attesa che Dio la doni loro per sentimento del cuore: senza di che la fede è puramente umana, e inutile per la salvezza.
146. Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce: lo si osserva in mille cose. Io sostengo che il cuore ama naturalmente l'Essere universale, e naturalmente se medesimo, secondo che si volge verso di lui o verso di sé; e che s'indurisce contro l'uno o contro l'altro per propria elezione. Voi avete respinto l'uno e conservato l'altro: amate forse voi stessi per ragione?
B. Pascal, Pensieri S. 144, 146; B. 282, 277
Vorrei aiutarti. Lo vorrei con tutto il cuore. Aiutarti ad uscire da te. Aiutarti a guardare fuori. Fare entrare un po'di luce e di aria nelle muffose stanze della tua anima. Darti coraggio. Liberarti dalle fobie e dalle ossessioni. Vorrei mostrarti la via della vita. Colorare di blu quel mare che vedi nero e di rosa le nuvole grigie che ti girano sulla testa. Tirare su con i paranchi dell'amore gli angoli della tua bocca imbronciata. Mandare in circolo il sangue che i aggruma nei posti sbagliati del tuo corpo. Farti percepire il calore e il gelo delle emozioni che trasformano i vegetali in esseri umani. Liberare dalle scarpine blindate i tuoi lobi dorati perchè crescano armonici. Dare luce ai tuoi splendidi occhi miopi. Vorrei tutto questo per te, bocciolo di splendido uomo. E lo vorrei per me che, nel tentativo di aiutarti sto appassendo chiusa tra i petali ancora verdi.
...la mia poe preferita...fino a qualche tempo fa. Mi torna in mente ora e per la prima volta non la sento mia del tutto. Come se per la prima volta non temessi l'incostanza del cuore, del mio cuore. E tutto ciò, tanto per cambiare, è assurdo.
SE TU MI DIMENTICHI (si tu me olvides)
Voglio che sappia
una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne nè si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
P.N.
...tactactactac...
...tactactactactac...
...pìpìpìpìpìpìpìpìpì.